Molto spesso i venditori, le agenzie immobiliari o i costruttori utilizzano termini di vario tipo per definire i vari spazi dell'unità immobiliare. Un semplice sotto tetto viene definito mansarda, un balcone parzialmente coperto viene definito veranda, una intercapedine di fondazione viene definita taverna etc. etc. A tal proposito è indispensabile riferirsi alle corrette definizioni del progetto depositato presso gli archivi catastali del comune di appartenenza. E' sempre consigliabile (prima di sottoscrivere un preliminare di acquisto) richiedere una "visura catastale" e verificare la congruenza tra ciò che si acquista e ciò che risulta agli atti pubblici (compreso il certificato di agibilità rilasciato dalle ASL). . La legge prevede una "sola" destinazione d'uso per ogni singola unità immobiliare (anche ai fini I.C.I) , eventuali tipologie diverse (ad esempio cantina, garage, mansarda etc. ), sono considerate unità distinte e separate con relativi indici catastali. Le principali categorie catastali sono cinque: A (abitazioni) B (edifici a uso collettivo, come caserme o scuole) C (commerciali, come box, negozi, tettoie) D (immobili industriali) E (immobili speciali).
In ogni categoria ci sono più distinzioni: ad es. per le abitazioni si distinguono la A1 (lusso), A2 (civile), A3 (economica), A4 (popolare), A5 (ultrapopolare), A6 (case rurali), A7 (villini), A8 (ville), A9 (immobili storici). Nel rogito è spesso indicata in forma abbreviata con "CAT." |