h1SIMBOLI ED ARCHITETTURA

 
 

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SIMBOLI ED ARCHITETTURA

L'architettura è l'arte di modificare, comporre, plasmare, organizzare lo spazio nelle sue tre dimensioni, da una parte organizza un luogo per assolvere a determinate funzioni sociali o biologiche, dall'altro rappresenta concettualmente se stessa

 

 

madre del cielo



Georges Gurvitch
ha definito "prometeiche" quelle società che forgiano il loro spazio vitale piuttosto che subirlo e si differenziano attraverso l'azione specifica di ogni gruppo nella multiforme attività di sfruttamento e modellamento dell'ambiente : protezione dagli agenti atmosferici, stabilità, sicurezza, organizzazione economica, ricerca di intimità, estetica ed armonia, conservazione della specie, sacralizzazione e rappresentazione simbolica. Vitruvio (architetto romano 80 a.C. - 23 a.C. ) diceva che ogni architettura deve tener conto di tre componenti fondamentali : firmitas (solidità strutturale), utilitas (utilità funzione), venustas (bellezza, armonia). Trasponendo ad oggi la famosa triade vitruviana si potrebbe dire che un architettura deve essere sicura, solida e durevole, deve assolvere alle funzioni per le quali è stata concepita e deve usare un linguaggio formale con il quale comunicare all'esterno il suo contenuto. Nel contenitore "FUNZIONE", oltre alle caratteristiche proprie delle attività che nell'edificio dovranno trovar luogo, si deve includere anche la funzione  simbolica. Tra i bisogni primari della condizione umana c'è quella della rappresentazione simbolica. L'esempio più rappresentativo di fenomenologia simbolica è quello del "MANDALA", termine sanscrito che significa cerchio.  Il mandala è un mezzo che conduce ad una esperienza mistica, simbolo che favorisce la concentrazione e l'assorbimento meditativo, strumento di contemplazione. Il simbolismo scaturisce dal  nostro inconscio, rappresenta sinteticamente il nostro patrimonio collettivo profondo.

 

C.G. Jung scrive a proposito del mandala : "Con questo termine si indicano i disegni di cerchi eseguiti a scopo culturale. Nel grande tempio di Madura ho potuto assistere alla nascita d'una di queste immagini : lo disegnava con gessetti colorati, china sul pavimento del mandapam (portico), una donna. La misura del mandala era di tre metri quadrati. Un pandit che mi accompagnava mi spiegò che non era in grado di darmi nessuna informazione in proposito. Avrebbe potuto fornirmela soltanto chi eseguiva l'immagine. Ma in quel caso l'autrice si astenne da qualsiasi spiegazione, non volendo essere disturbata durante il suo lavoro."

 

OHMPer intuire cosa sia l'inconscio collettivo costellato di suoi archetipi basta riflettere sulla "universalità" di alcune immagini  fondamentali : bene, male, bello, brutto, vita, morte, femminile, maschile, tutti noi sappiamo cogliere il significato essenziale di queste parole, sappiamo immaginare simbolicamente che cosa sia il femminile e che cosa sia il maschile. Esistono realtà interiori che prescindono dall'ubicazione geografica, dalla cultura, dalla lingua e dal grado di conoscenza individuale. Esistono anche delle forme che sono universalmente riconosciute come ad esempio l'arco. L'arco non è solo una geniale maniera di disporre la materia per dirigere armoniosamente le tensioni strutturali  verso il basso ma anche un'icona, un immagine che evoca emozioni profonde. Il potenziale rappresentativo dell'arco è talmente forte che , nonostante le nuove tecniche costruttive abbiano ampiamente superato le antiche limitazioni strutturali, si creano archi anche per un esigenza estetica. L'architetto cerca di interpretare, rappresentare questo sommerso interiore. La storia dell'architettura è densa significati simbolici ed espressivi,  alcuni strettamente correlati alla particolare epoca storica ed all'inconscio individuale dell'architetto, altri più universali e "decontestualizzati".

museo guggenheim

Museo Guggenheim schizzo preparatorio dell'architetto Frank O. Gehry

 

L'architettura museale è un esempio concreto di come il simbolismo dell'involucro, del "contenitore" trascende dal "contenuto" e diventa esso stesso vero e proprio monumento denso di significati. Il museo Guggenheim a Bilbao di Frank O. Gehry con i suoi giochi volumetrici, la fluidità delle pareti, la forza espressiva del titanio, l'apparente irregolarità delle forme, è un incredibile esempio di progettazione complessa, simbolo di un nuovo modo di proporre gli spazi per l'arte e nello stesso tempo simulacro di architettura contemporanea. Si possono citare altri autorevoli esempi : a Berlino il museo ebraico di Daniel Libeskind, a Gerusalemme il museo Yad Vashem di Moshe Safdie, a Weil am Rhein il museo Vitra di Zaha Hadid, il museo della scienza di Valencia di Santiago Calatrava, a Parigi il Branly  di Jean Nouvel, a Stoccarda il museo Mercedes Benz.

museo di arte contemporanea a Milano
 

Progetto per il Museo di arte contemporanea a Milano Arch. Daniel Libeskind

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