
Palazzo di Nerone La Domus Aurea sorse sulle ceneri del terribile incendio del 64 d.C., che distrusse gran parte della citta' di Roma (dieci delle quattordici regioni augustee) e che Nerone vide intonando la caduta di Troia dalla Torre di Mecenate sull'Esquilino. La fastosa residenza del principe, affidata alle cure degli architetti Severo e Celere, venne ad occupare quasi tutto il centro di Roma, cancellando case e edifici pubblici, in un'area di circa ottanta ettari, compresa tra il Palatino, l'Esquilino, l'Oppio e il Celio, includendo in essa un lago vasto "quasi come un mare" (lo stagnum Neronis) e "edifici grandi come citta'", si' da meritare l'appellativo di Aurea. |